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Protesta e gioia.

Questa mail ci è stata inviata da un professore che ha preso parte all'occupazione, vorrei postarla in quanto si rivolge a tutti noi:

Cari ragazzi
L'occupazione è andata bene. Il lavoro nei gruppi è stato svolto serenamente e con discreta partecipazione, ovviamente, per chi ha voluto partecipare. Gli altri si portano il peso di non esserci stati.
Credo che questa esperienza sia servita soprattutto a voi, per riflettere, per pensare, per confrontarvi, per organizzare, per agire.
E a noi, che abbiamo visto delle persone all'altezza della situazione, che hanno manifestato con fermezza e freschezza, le loro idee, ma anche con rispetto per chi aveva idee diverse.
Volevo anche sottolineare un aspetto che mi ha impressionato in modo molto positivo: la gioia di quei due giorni, in particolare nella notte tra mercoledì e giovedì. Gioia si stare insieme, di lavorare insieme, di partecipare, e ...si, anche di giocare!
La componente della gioia è importante e non ci eravamo più abituati. Quando ci divertiamo facendo qualcosa, si fa meglio.
In quella notte si sono mescolate, riflessioni, sfoghi, emozioni, proposte, canzoni, giochi... Uno spaccato che sarebbe bello caratterizzasse e desse identità a un movimento.
Possono toglierci qualche diritto, ma non la gioia, non la passione. Senza queste non si va da nessuna parte, si funziona ma non si esiste.
Grazie a tutti e a tutte
Angelo Merletti

Commenti e ringraziamenti finali...

Come detto giusto nel post precedente, l'occupazione del nostro liceo è terminata...

Ciò non vuol dire che che sia finita la protesta, o che sia scemato l'interesse degli studenti per la loro stessa condizione e per il mondo che li circonda, anzi direi che l'occupazione è stato giusto un primo passo per quella che spero sia una sempre maggiore presa di coscienza ed un sempre maggiore interesse da parte degli studenti.
Conclusa questa occupazione però, credo sia il caso di tirarne le somme.

Che dire, siamo riusciti a realizzare qualcosa che inizialmente nemmeno credevamo fosse possibile, nato come un'idea irrealizzabile, che però con una rapidità sorprendente ha saputo trovare una concretezza reale e tangibile quanto le due giornate appena passate.
L'interesse diffuso, la partecipazione di un grandissimo numero di studenti e l'assenza di disordini rilevanti sono stati tutti una prova concreta del buonsenso e dell'impegno di molti, nonchè dell'altissimo livello di civiltà e serietà condiviso da tutti.
Non posso che definirla quindi un'esperienza positiva, a livello istruttivo ma forse ancor di più a livello umano, e spero che siano in molti a condividere queste mie impressioni.

Ci terrei a ringraziare tutti i partecipanti, numerossisimi ad attivissimi tanto nelle riunioni quanto nelle attività; ci terrei a ringraziare gli organizzatori, i cui complimenti sono arrivati anche dal preside, il cui lavoro infaticabile ha permesso di concretizzare ed attuare tutte le ottime idee concepite nei giorni precedenti da tutti gli studenti; ringrazierei il servizio d'ordine, che ha svolto il suo lavoro con un'estrema efficenza, evitando l'insorgere di qualsiasi problema e risolvendo con una rapidità elogiabile qualsiasi inconveniente; ringrazieri anche il servizio stampa, le cui notevoli fatiche sono rimaste nascoste ai più nella biblioteca del Liceo.

Grazie a tutti, grazie veramente.

Abbiamo smesso di occupare la scuola.
Non smettiamo di occuparCI DELLA scuola.

Risposta all'ultimo discorso del premier.

Scrivo questo post da casa, spinto dall'urgenza di rispondere quanto prima ad alcune frasi, fra l'altro alquanto diffamanti, dette dal premier nel suo ultimo discorso.
Non ho mai preteso di essere il portavoce di questa occupazione, nè tantomeno di incarnarne gli ideali, ma credo che tutti approveranno quanto sto per scrivere.
In caso contrario, gli occupanti ancora presenti nella scuola sono liberissimi di modificare o cancellare questo post a loro piacimento.
Purtroppo, per ragioni familiari, non ho avuto modo di partecipare durante la sera e la nottata all'occupazione del Liceo. Ironia della sorte, questo mi ha dato modo di ascoltare alcuni radiogiornali su quanto era avvenuto durante la giornata, e, guardacaso, una delle notizie concerneva l'ultimo discorso del nostro premier Silvio Berlusconi, del quale venivano forniti alcuni stralci, alcuni momenti centrali.

In uno di questi, il premier asseriva che andrebbero dispiegate le forze dell'ordine per fermare le occupazioni, in quanto queste non sono delle manifestazioni civili, ma bensì atti di violenza nei confronti degli alunni che vogliono imparare, dei docenti che vogliono insegnare, dei genitori i cui figli sono a scuola, dell'istituzione scolastica e dello Stato.

Ci terrei a precisare che quanto e' scritto sopra E' FALSO.
Il nostro non e' stato in nessun modo un gesto di violenza, e verso alcuno:

NON E'VERO che è stato impedito agli alunni volenterosi di farlo di imparare: si sono tenuti dei dibattiti costruttivi ed informativi, ed anche per quanto concerne le discipline scolastiche in senso accademico, si hanno avute delle consulenze il pomeriggio per quanti volessero dedicarsi allo studio.

NON E' VERO che abbiamo costretto i docenti a non insegnare: anzi, diversi docenti hanno partecipato e discusso in alcuni dei laboratori mattutini, altri sono comunque stati presenti in modo attivo durante l'occupazione. Il professore – ed è stato uno soltanto – che ha voluto ugualmente tenere lezione, è stato comunque libero di farlo, e non si è attuata alcuna risposta coercitiva a riguardo.

NON E' VERO che in qualche modo andiamo contro i voleri dei genitori degli alunni: nessun alunno è stato costretto a venire o a rimanere all'interno dell'edificio occupato, e non si è mossa alcuna critica contro alcun genitore. Gli alunni che per le richieste dei genitori hanno dovuto restare a casa o tornarvi prima della fine dell'occupazione, sono stati liberissimi di farlo. Alcuni genitori hanno anche manifestato il loro interesse e la loro solidarietà all'occupazione.

NON E' VERO che andiamo contro l'istituzione scolastica o contro lo Stato: se attuiamo questo programma di protesta e di informazione, entrambi specificatamente non contrari all'istituzione scolastica in se stessa, non e' per demolire la suddetta, me proprio perché questa ci sta' a cuore, e vogliamo un'Italia in cui si sia liberi di imparare ed insegnare senza che questo sia riservato ad una ristretta élite scelta non sulla base di merito, ma sulla base unicamente censitaria.

NON E' VERO che il nostro è stato un atto di violenza, in alcun modo.
L'unico atto di violenza è IL VOSTRO, quello di chi vuole privarci della libertà e del sacrosanto diritto di imparare, per quanto concerne gli studenti, e di insegnare, per quanto riguarda i docenti, non forse per qualche giorno, come è avvenuto per alcuni altri licei, ma definitivamente ed irrevocabilmente, con gravissime conseguenze anche economiche, e per UN'INTERA NAZIONE.