Scrivo questo post da casa, spinto dall'urgenza di rispondere quanto prima ad alcune frasi, fra l'altro alquanto diffamanti, dette dal premier nel suo ultimo discorso.
Non ho mai preteso di essere il portavoce di questa occupazione, nè tantomeno di incarnarne gli ideali, ma credo che tutti approveranno quanto sto per scrivere.
In caso contrario, gli occupanti ancora presenti nella scuola sono liberissimi di modificare o cancellare questo post a loro piacimento.
Purtroppo, per ragioni familiari, non ho avuto modo di partecipare durante la sera e la nottata all'occupazione del Liceo. Ironia della sorte, questo mi ha dato modo di ascoltare alcuni radiogiornali su quanto era avvenuto durante la giornata, e, guardacaso, una delle notizie concerneva l'ultimo discorso del nostro premier Silvio Berlusconi, del quale venivano forniti alcuni stralci, alcuni momenti centrali.
In uno di questi, il premier asseriva che andrebbero dispiegate le forze dell'ordine per fermare le occupazioni, in quanto queste non sono delle manifestazioni civili, ma bensì atti di violenza nei confronti degli alunni che vogliono imparare, dei docenti che vogliono insegnare, dei genitori i cui figli sono a scuola, dell'istituzione scolastica e dello Stato.
Ci terrei a precisare che quanto e' scritto sopra E' FALSO.
Il nostro non e' stato in nessun modo un gesto di violenza, e verso alcuno:
NON E'VERO che è stato impedito agli alunni volenterosi di farlo di imparare: si sono tenuti dei dibattiti costruttivi ed informativi, ed anche per quanto concerne le discipline scolastiche in senso accademico, si hanno avute delle consulenze il pomeriggio per quanti volessero dedicarsi allo studio.
NON E' VERO che abbiamo costretto i docenti a non insegnare: anzi, diversi docenti hanno partecipato e discusso in alcuni dei laboratori mattutini, altri sono comunque stati presenti in modo attivo durante l'occupazione. Il professore – ed è stato uno soltanto – che ha voluto ugualmente tenere lezione, è stato comunque libero di farlo, e non si è attuata alcuna risposta coercitiva a riguardo.
NON E' VERO che in qualche modo andiamo contro i voleri dei genitori degli alunni: nessun alunno è stato costretto a venire o a rimanere all'interno dell'edificio occupato, e non si è mossa alcuna critica contro alcun genitore. Gli alunni che per le richieste dei genitori hanno dovuto restare a casa o tornarvi prima della fine dell'occupazione, sono stati liberissimi di farlo. Alcuni genitori hanno anche manifestato il loro interesse e la loro solidarietà all'occupazione.
NON E' VERO che andiamo contro l'istituzione scolastica o contro lo Stato: se attuiamo questo programma di protesta e di informazione, entrambi specificatamente non contrari all'istituzione scolastica in se stessa, non e' per demolire la suddetta, me proprio perché questa ci sta' a cuore, e vogliamo un'Italia in cui si sia liberi di imparare ed insegnare senza che questo sia riservato ad una ristretta élite scelta non sulla base di merito, ma sulla base unicamente censitaria.
NON E' VERO che il nostro è stato un atto di violenza, in alcun modo.
L'unico atto di violenza è IL VOSTRO, quello di chi vuole privarci della libertà e del sacrosanto diritto di imparare, per quanto concerne gli studenti, e di insegnare, per quanto riguarda i docenti, non forse per qualche giorno, come è avvenuto per alcuni altri licei, ma definitivamente ed irrevocabilmente, con gravissime conseguenze anche economiche, e per UN'INTERA NAZIONE.