Presidio per la giornata mondiale degli studenti

Il C.O.S.A. sta organizzando proprio in questi giorni una manifestazione in Pinerolo in occasione della giornata mondiale dello studente. Durante l'evento si parlerà delle varie occupazioni che sono state tenute nelle varie scuole di Pinerolo e delle idee che sono venute fuori per riformare, sul serio, la scuola italiana. Per partecipare all'organizzazione di questo evento, si prega di contattare i rappresentanti d'istituto del liceo scientifico Marie Curie, o anche solo mandare una mail all'account dell'organizzazione.

Cordiali saluti, la C.O.S.A.

A difesa della scuola.

Questo discorso è stato pronunciato quasi sessanta anni fa, è molto interessante da leggere e lo proponiamo in quanto lo riteniamo importante e informativo.

L'ipotesi di Calamandrei

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso
dell'Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l'11
febbraio 1950.

Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al
potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole
rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol
fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i
manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare
le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di
stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza;
in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.
Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi
teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a
screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a
favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del
suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad
andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si
comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole,
perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si
danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a
quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece
che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole
private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito
dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in
scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la
prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo
convegno questo è il punto che bisogna discutere.

Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di
questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già
detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora.
Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la
sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la
serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli
minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle
scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole
private denaro pubblico.

Pubblicato nella rivista Scuola democratica, 20 marzo 1950

Protesta e gioia.

Questa mail ci è stata inviata da un professore che ha preso parte all'occupazione, vorrei postarla in quanto si rivolge a tutti noi:

Cari ragazzi
L'occupazione è andata bene. Il lavoro nei gruppi è stato svolto serenamente e con discreta partecipazione, ovviamente, per chi ha voluto partecipare. Gli altri si portano il peso di non esserci stati.
Credo che questa esperienza sia servita soprattutto a voi, per riflettere, per pensare, per confrontarvi, per organizzare, per agire.
E a noi, che abbiamo visto delle persone all'altezza della situazione, che hanno manifestato con fermezza e freschezza, le loro idee, ma anche con rispetto per chi aveva idee diverse.
Volevo anche sottolineare un aspetto che mi ha impressionato in modo molto positivo: la gioia di quei due giorni, in particolare nella notte tra mercoledì e giovedì. Gioia si stare insieme, di lavorare insieme, di partecipare, e ...si, anche di giocare!
La componente della gioia è importante e non ci eravamo più abituati. Quando ci divertiamo facendo qualcosa, si fa meglio.
In quella notte si sono mescolate, riflessioni, sfoghi, emozioni, proposte, canzoni, giochi... Uno spaccato che sarebbe bello caratterizzasse e desse identità a un movimento.
Possono toglierci qualche diritto, ma non la gioia, non la passione. Senza queste non si va da nessuna parte, si funziona ma non si esiste.
Grazie a tutti e a tutte
Angelo Merletti

Non siamo soli

Vi posto un articolo uscito su La Repubblica di ieri:
questo è il LINK dove potrete trovare l'articolo originale.

ROMA - Gli studenti non si fermano e la protesta contro i decreti del ministro Gelmini continua nelle scuole e negli atenei. Lezioni in piazza, scuole occupate, cortei e manifestazioni sono in corso in tutta Italia. Sul fronte delle polemiche innescate dal premier Silvio Berlusconi su un possibile intervento delle forze dell'ordine si è espresso il capo della polizia, Antonio Manganelli, che ha detto: "Siamo chiamati a garantire i diritti di tutti, sia nell'esprimere il dissenso che il consenso". Sul versante economico è invece intervenuto il vice direttore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, a sostegno di scuola e università che, ha dichiarato, sono "una priorità per il nostro paese" e richiedono quindi "interventi importanti", fra i quali la revisione degli "incentivi che guidano l'apprendimento come l'attività di insegnamento".

Roma, corteo in periferia. Un corteo spontaneo si è mosso questa mattina per le strade del quartiere di Centocelle, alla periferia della capitale, con oltre 2.500 giovani secondo quanto rende noto l'Unione degli studenti di Roma.

Trieste, manifestazione "in bianco".
Sei mila persone - diecimila per gli organizzatori - hanno manifestato questa mattina nel centro di Trieste. Il corteo, aperto dai compagni di classe di un ragazzo morto ieri in un incidente stradale. Studenti universitari, delle scuole superiori, docenti, genitori, e ricercatori - ma anche bambini delle elementari con striscioni contro il maestro unico - hanno manifestato insieme.

Migliaia in corteo a Potenza. Migliaia di studenti delle scuole medie superiori di Potenza (circa cinquemila secondo fonti della Questura, molti di più secondo gli organizzatori) hanno percorso in corteo le principali strade della città per protestare contro la riforma della scuola. A Matera gli studenti universitari sono riuniti in assemblea permanente. Assemblee anche in alcuni istituti superiori.

La Spezia, la protesta si allarga. Dopo il liceo scientifico Pacinotti, occupato da tre giorni, alla Spezia gli studenti hanno occupato anche il liceo sociopedagogico Mazzini. E questa mattina si vota al liceo classico Costa che ha già attivato da ieri una forma di sospensione didattica con le aule aperte anche al pomeriggio, l'interruzione dei saggi e delle interrogazioni.

Perugia, lezione in piazza. Lezione universitaria sulle scale della sala dei Notari del palazzo dei Priori, tra centinaia di visitatori incuriositi. Andrea Capotorti, del dipartimento di matematica, ha tenuto la sua lezione ("ufficiale", ha specificato) cercando di superare i megafoni degli animatori di Eurochocolate, tra bambini che giocavano nei vari stand e turisti che si fermavano incuriositi ad ascoltare. A Perugia, la protesta all'università proseguirà lunedì prossimo con un'assemblea generale, alla presenza del rettore, Francesco Bistoni, mentre martedì è in programma una manifestazione, anche con la partecipazione degli studenti delle scuole superiori.

Napoli, assemblea in strada. Due i cortei contro i tagli del governo questa mattina a Napoli. Gli studenti, dopo aver bloccato una corsia di via Marina sedendosi a terra per un'assemblea pubblica, hanno ripreso il loro percorso verso piazza Municipio scandendo slogan contro il ministro della Pubblica istruzione.

Agropoli, studenti si legano a cancelli.
Legati e imbavagliati ai cancelli della scuola alcuni studenti del liceo classico e scientifico di Agropoli (Salerno) che questa mattina, dopo tre giorni di corteo nel centro della cittadina cilentana contro il decreto Gelmini, si sono legati ai cancelli del liceo classico. Oltre che legati, gli studenti, decine, sono anche imbavagliati e sorreggono un cartello con la scritta "Studenti non strumentalizzati".

Assemblee e autogestione in Calabria. La protesta prosegue anche in Calabria dove anche in provincia gli studenti si mobilitano in cortei e assemblee. Nel cosentino, ad Amantea, l'autogestione è in atto al liceo scientifico, all'istituto professionale, al commerciale e all'industriale. Per lunedì le scuole superiori della cittadina tirrenica hanno programmato un corteo con dibattito in piazza. In provincia di Catanzaro assemblee si svolgono al liceo Campanella di Lamezia Terme con gli studenti che hanno realizzato striscioni contro la riforma e discusso dei suoi aspetti. Proteste anche al liceo scientifico di Sersale.

Occupazioni e scioperi a Enna. La protesta degli studenti contro il decreto Gelmini si estende alla provincia di Enna. Dopo Palermo e Catania, da questa mattina a Enna è scattata l'occupazione in molti istituti, mentre gli studenti del Professionale non sono entrati a scuola per una giornata di sciopero. A Nicosia sono in autogestione già da ieri tutti gli istituti superiori. Ore autogestite sono state organizzate anche nelle scuole superiori di altri Comuni ennesi. Al momento situazione tranquilla dall'università Kore di Enna dove lunedì il ministro della Giustizia Angelino Alfano terrà una lezione magistrale su "giusto processo tra efficienza della giustizia e garanzie di sistema", in occasione dell'avvio dei corsi di Giurisprudenza.

Cacciari, una débâcle del ceto politico. "Sono decenni che non si fa una riforma di sistema della scuola; è una débâcle di tutto il ceto politico italiano" ha affermato Massimo Cacciari, sindaco di Venezia ed esponente del Partito Democratico, ospite del dibattito di Omnibus su La7. "Ci si può stupire soltanto che questa esplosione di proteste dei giovani sulla scuola sia tardata tanto", ha detto Cacciari.
(25 ottobre 2008)

Non siamo soli, continuiamo a farci sentire!

Commenti e ringraziamenti finali...

Come detto giusto nel post precedente, l'occupazione del nostro liceo è terminata...

Ciò non vuol dire che che sia finita la protesta, o che sia scemato l'interesse degli studenti per la loro stessa condizione e per il mondo che li circonda, anzi direi che l'occupazione è stato giusto un primo passo per quella che spero sia una sempre maggiore presa di coscienza ed un sempre maggiore interesse da parte degli studenti.
Conclusa questa occupazione però, credo sia il caso di tirarne le somme.

Che dire, siamo riusciti a realizzare qualcosa che inizialmente nemmeno credevamo fosse possibile, nato come un'idea irrealizzabile, che però con una rapidità sorprendente ha saputo trovare una concretezza reale e tangibile quanto le due giornate appena passate.
L'interesse diffuso, la partecipazione di un grandissimo numero di studenti e l'assenza di disordini rilevanti sono stati tutti una prova concreta del buonsenso e dell'impegno di molti, nonchè dell'altissimo livello di civiltà e serietà condiviso da tutti.
Non posso che definirla quindi un'esperienza positiva, a livello istruttivo ma forse ancor di più a livello umano, e spero che siano in molti a condividere queste mie impressioni.

Ci terrei a ringraziare tutti i partecipanti, numerossisimi ad attivissimi tanto nelle riunioni quanto nelle attività; ci terrei a ringraziare gli organizzatori, i cui complimenti sono arrivati anche dal preside, il cui lavoro infaticabile ha permesso di concretizzare ed attuare tutte le ottime idee concepite nei giorni precedenti da tutti gli studenti; ringrazierei il servizio d'ordine, che ha svolto il suo lavoro con un'estrema efficenza, evitando l'insorgere di qualsiasi problema e risolvendo con una rapidità elogiabile qualsiasi inconveniente; ringrazieri anche il servizio stampa, le cui notevoli fatiche sono rimaste nascoste ai più nella biblioteca del Liceo.

Grazie a tutti, grazie veramente.

Abbiamo smesso di occupare la scuola.
Non smettiamo di occuparCI DELLA scuola.

Fine dell'occupazione, ma non del blog.

Buona sera a tutti, è un po' tardi per informarvi, ma l'occupazione è finita, è andata benissimo ma è finita, stiamo postando le ultime relazioni sulle attività tenutesi durante questa nostra presa di coscienza in quanto studenti.

Alla fine di questa fantastica avventura e questi fantastici giorni, vorrei informare tutti che: l'occupazione è finita, ma noi vorremmo continuare a tenere aperto e aggiornato questo blog, a scopo informativo e anche perchè crediamo che questo sia solo l'inizio, la partenza della nostra battaglia contro le violenze verso la scuola.
Questo blog quindi resterà attivo, postate numerosi, abbiamo già ricevuto molti commenti e richieste di partecipazione da vari enti per promuovere questa lotta per il diritto allo studio e all'informazione.

Se avete proposte le accoglieremo tutte a braccia aperte, se avete avvisi da fare; per esempio attivita o conferenze che si terranno, proponetecele (via mail) e noi provvederemo a pubblicarle sul blog.

Colgo l'occasione per ripostare l'email del comitato (adesso denominato C.O.S.A.): occupazionemariecurie@gmail.com

L’informazione dei giornali.

Relatore: Rossetti
Responsabile: Fantino Marco

Il professor Rossetti ha guidato l’analisi e la lettura di quattro numeri di diversi quotidiani usciti il mattino stesso del 23/10/08:
  • L’Unità;
  • Il Libero;
  • La Stampa;
  • La Repubblica.
Dopo un breve accenno alle storie e alle tendenze dei quattro diversi giornali, è iniziata la vera e propria analisi delle prime pagine. In questo momento il gruppo di lavoro, composto circa da una ventina di studenti, ha cercato di imparare materialmente a leggere e comprendere la prima pagina di un qualsiasi quotidiano. Sono stati analizzati i diversi titoli di testa, commenti ed immagini di queste e si è poi sviluppato un confronto tra i diversi. I partecipanti hanno partecipato attivamente dando le loro impressioni sui toni e sulle differenti tipologie di scrittura, mettendo in evidenza le strategie usate dai giornali per fare passare il loro messaggio. È stato subito messo in chiaro che le variazioni di registro e di struttura sono dovute al diverso genere di lettori su cui il giornale fa affidamento per vendere. Si è riflettuto anche sull’importanza dell’immagine di testa, che racchiude in se il punto di vista che il giornale desidera dare alla vicenda.

Dopo questo momento di analisi più pratica e forse utile dal punto di vista della vera e propria “tecnica di lettura”, è iniziata la parte più critica del lavoro. Il professore ha letto in ogni giornale l’articolo riguardante la reazione del premier italiano Silvio Berlusconi alle occupazioni studentesche nelle scuole in tutto il paese. Sono emerse dal dibattito e dalle osservazioni degli studenti alcune considerazioni importanti che riportiamo:
  • il registro linguistico varia visibilmente a seconda del pubblico a cui l’articolo si rivolge;
  • l’oggettività del problema è spesso molto difficile da cogliere, soprattutto nei giornali più schierati politicamente verso una certa tendenza ideologica;
  • l’informazione di alcuni giornali, soprattutto in questo caso, tende ad associare l’evento in corso, cioè quello dell’occupazione, alla politica dei partiti. In questo caso invece il movimento è partito veramente dal basso, senza manipolazioni partitiche, cosa che risulta poco evidente;
  • alcuni giornali, come La Repubblica e La Stampa, mantengono un atteggiamento più rispettoso nei confronti dei vari punti di vista.Altri sfruttano invece l’opinabile demonizzazione e irrisione delle idea avversarie per affermare le proprie ragioni.
La discussione si è poi allargata nel finale, sfociando in un dibattito serrato e molto partecipato a proposito delle differenze tra i vari mezzi di comunicazione. Al centro del confronto si sono scontrate le immani (ma pericolose) potenzialità di Internet, e quelle delle altre fonti di informazione come radio,giornali e i programmi televisivi.

La scuola elementare e la scuola superiore di secondo grado: cambiamenti e miglioramenti del decreto Gelmini.

Relatori: Marco Baltieri e Ginni Salza
Responsabile: Margherita Gilli

Si parla di miglioramenti nella scuola primaria e nelle superiori, ma noi, i miglioramenti non li abbiamo ancora visti.

Gianni Salza, maestro alla scuola elementare Cesare Battisti, spiega come la scuola elementare italiana occupi il sesto posto nella classifica mondiale.

Le classi della scuola elementare si dividono in classi a tempo pieno, con un orario di 40 ore settimanali, comprensive della mensa, e classi a modulo, con 30 ore settimanali, senza la mensa. L’intero programma viene dunque svolto con attività al mattino e al pomeriggio.
Il decreto Gelmini prevede un ridimensionamento dell’orario portato a 24 ore settimanali che potranno essere portate a 27 o più, SE la scuola potrà autofinanziarsi o SE il comune pagherà docenti e personale per garantire ore aggiuntive (pochi sono i comuni che hanno soldi in più da destinare alla scuola e ancora meno sono le strutture che possono autofinanziarsi).
n questo modo lo stesso programma dovrà essere svolto nella metà del tempo e di conseguenza verranno tagliati laboratori di informatica, pittura, corsi di lingue attività sportive.

MIGLIORAMENTO?


Verrà reinstaurato il maestro unico che prenderà il posto dei due, tre o quattro maestri per classe: chiaramente il problema più grosso è quello dei tagli di personale, ma soprattutto quello dello sconvolgimento della scuola elementare, che è una delle prime al mondo grazie anche alla pluralità di insegnanti: l’introduzione del maestro unico significa:
  • tagli delle compresenze, importantissime per poter riuscire a seguire anche gli alunni con più difficoltà, gli stranieri e per fare laboratori e attività diversificati;
  • da anni i maestri si sono specializzati per l’insegnamento di una o due materie, seguendo corsi di formazione e specializzazione: la professionalità di un’insegnante deriva quindi dalla sua esperienza, formatasi in anni di esperienza;
  • tagli ai precari, più numerosi nelle scuole più degradate e di periferia, in cui vi è un’utenza che ha maggiormente bisogno di un punto di riferimento e di una continuità nell’insegnamento.
MIGLIORAMENTO?

Marco Baltieri, professore di storia e filosofia nel nostro Liceo, parla delle riforme nella scuola superiore.

L’insegnamento dell’educazione civica: c’è già, non è una grossa novità.
Il voto di condotta che fa media: chiaramente è un’assurdità pensare che un alunno più vivace con un buon rendimento scolastico debba essere penalizzato nella media finale per il comportamento, che sicuramente deve essere valutato, ma non può fare media. Inoltre non si capisce bene su cosa si devono basare i professori per dare un voto anziché un altro, poiché non vi è una somma di voti durante l’anno.
L’ELIMINAZIONE DEI CORSI SPERIMENTALI, così che il Liceo Scientifico si ridurrà a un unico corso, quello normale, con tagli di orari e di corsi. L’orario massimo di 30 ore settimanali (il che significa che possono anche essere ridotte).

Il quadro è piuttosto desolante e non vediamo dove sono i tanto annunciati miglioramenti alla scuola italiana.

Cineforum Nazirock.

In aula multimediale è stato proiettato il film-documentario Nazirock, che tratta dello sviluppo neo fascista e revisionista tra i giovani in italia. Alla fine del film si è giunti alla conclusione che a volte gli estremi, sia di destra che di sinistra, possono avere punti di contatti. Come ad esempio l'ostilità verso la globalizzazione o contro l'imperialismo.

In pericolo la scuola pubblica, a rischio la democrazia.

Riportiamo un articolo tratto da l'Eco del Chisone del giorno Giovedì 23 Ottobre,
che ci sembra esprimere appieno ed in modo decisamente esaustivo alcuni dei nostri intenti e dei nostri obbiettivi.

Inoltre, questo è il link della pagina sulla quale potrete leggere l'articolo online.


In pericolo la scuola pubblica, a rischio la democrazia.

Un pregio almeno la Gelmini l'ha avuto: ricompattare la protesta, far soffiare di nuovo qualche venticello dal sapore "sessantottino". Ha avuto il pregio di far scattare un moto di ribellione. Tutti uniti (o quasi) in difesa della scuola pubblica, contro cui il Governo Berlusconi sta sferrando un attacco durissimo, che la riporterà indietro di 30 anni.

Che di attacco e non di riforma si tratti lo dice già il titolo della legge n. 133 del 6 agosto, che converte in legge il decreto n. 112 del 25 giugno "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria". Occorre attendere l'art. 64 (in tutto sono 85) per arrivare al nodo: "Disposizioni in materia di organizzazione scolastica". L'argomento sta sotto il capo II: "Contenimento della spesa per il pubblico impiego". L’articolo successivo si occupa di Forze armate, il 66 di turn over. Ci fermiamo qui.

Insomma, l’hanno capito tutti (o quanto meno tutti quelli che hanno avuto la voglia di informarsi) che alla 133 concetti come educazione, pedagogia, formazione proprio non interessano. L'unico, vero obiettivo è il taglio della spesa pubblica. Che va pure bene, basta sia chiaro. Che almeno non si dica che il maestro unico, la riduzione del tempo scolastico a 24 ore sono misure introdotte per il bene dei nostri figli. Ecco, almeno non si dica quello. Si dica che lo Stato italiano ha trovato i soldi per salvare le banche o per aumentare di altri 1.200 euro lo stipendio ai parlamentari (un'inezia al confronto), ma che per la scuola, per la ricerca, per la formazione dei futuri cittadini non intende spendere. Né, tanto meno, "investire". È chiaro: di formare "cittadini" a questo Governo, Berlusconi in testa, nulla interessa (e all'opposizione, ci chiediamo, interessa?).

Però il mondo della scuola si sta ribellando. Forse c’è arrivato con un attimo di ritardo a comprendere quale gioco al massacro sia in atto, ma oggi ha sollevato la testa.

Per primi gli studenti, con la passione che, sola, sa muovere l'adolescenza e ben consapevoli di quanto a loro tanto scempio toglierà.

Hanno sollevato il capo gli insegnanti, con la forza di chi vede compromesso non solo il proprio posto di lavoro, ma le ragioni stesse che per anni quel lavoro hanno fondato ed alimentato.

Ora tocca a tutti noi dire con forza quello che Michele Serra di recente ha scritto: siamo disposti ad andare con le pezze al culo pur di aver una scuola degna di questo nome per i nostri figli.

E una scuola "degna" in Italia ce l’abbiamo. Anzi più che degna, se si parla in particolare di materna ed elementare, che l’Europa (anche se Gelmini e colleghi fanno finta di non saperlo) ci invidiano. Certo migliorabile, e ci mancherebbe, perché chi si arrocca è perdente. Una scuola disposta pure a tagliare qualche "ramo secco", a fare a meno di qualche "fannullone" (che ci sono ovunque). Una scuola pronta a cambiare, insomma, ma partendo da quello che finora è stato conquistato e consolidato. Su tutto, la pluralità, l'accoglienza, la condivisione, il rispetto delle diversità, la convivenza. Tutto questo, nulla ha a che vedere con la legge 133 o il decreto legge 137. Tutto questo, per contro, ci attiene e riguarda tutti. Destra o sinistra non importa, con o senza figli, giovani o vecchi, poveri e ricchi. Peccato che venerdì scorso, in un auditorium del liceo scientifico strapieno, i genitori fossero invece pochissimi. Quando, come oggi, è in pericolo la scuola (pubblica), pure la democrazia è a rischio. Non dimentichiamolo.


Lucia Sorbino

Pubblicazione del nostro Comunicato Stampa sul sito della Diocesi.

Sul sito dell'Ufficio Giovani della Diocesi di Pinerolo oratori.centrogiovani.net è stato pubblicato il nostro comunicato stampa, al fine di instaurare un dialogo ed una discussione costruttivi a riguardo.

Intervento delle forze dell'ordine in incognito.

Ci è giunta notizia che ieri, all'insaputa di studenti e professori partecipanti alle attività mattutine, due poliziotti, rigorosamente in borghese, si sono introdotti segretamente nella nostra scuola.
Sembra siano stati chiamati da un professore che intendeva tenere le lezioni nonostante l'occupazione, di sua propria iniziativa, senza che il comitato d'occupazione studentesca né il dirigente scolastico fossero avvisati.
I due sono andati a parlare con il nostro preside, che li ha rassicurati sulla situazione in corso e ha confermato loro che non vi era alcun disordine né vi era il bisogno alcuno dell'intervento delle forze dell'ordine.

Constatato che la situazione era sotto controllo, come detto loro appunto dal dirigente scolastico, se ne sono andati senza attuare intervento alcuno.

Relazione sulla notte passata al liceo.

La nottata passata al liceo è stata vissuta in un clima di grande serenità, fra professori che suonavano la chitarra e alunni che intonavano canti popolari con questo, musica in una classe e proiezione di alcuni film.

Non ci sono state complicazioni o disordini significativi. Gli unici inconvenienti, di scarsa entità, sono stati tempestivamente risolti.

La mattina come sempre è stato difficile alzarsi e radunare gli alunni per organizzarsi e aprire le porte dando inizio alle attività.

Mentre scriviamo in auditorium viene fatta l'assemblea generale, mentre i responsabili stanno aspettando nuovi sviluppi dall'esterno.
In alcune aule, come prestabilito, si stanno svolgendo le verifiche e le interrogazioni programmate, per dimostrare il nostro intento a tutelare il diritto allo studio e a rispettare il programma didattico.

Presenze mattinata 23.

Come da previsioni le presenze odierne sono inferiori rispetto alla giornata di ieri.
Con precisione sono presenti 305 persone:

  • Corso normale: 90;
  • Corso sperimentale linguistico: 90;
  • Corso sperimentale informatico: 63;
  • Esterni: 11;
  • Persone che si sono fermate a dormire: 51;
Stamattina, come da programma, verrà rispettato il calendario delle verifiche e delle interrogazioni.
In questo momento in auditorium si stanno traendo le conclusioni dei dibattiti di ieri.

VIDEO Assemblea e laboratori - 22 ottobre.

Risposta all'ultimo discorso del premier.

Scrivo questo post da casa, spinto dall'urgenza di rispondere quanto prima ad alcune frasi, fra l'altro alquanto diffamanti, dette dal premier nel suo ultimo discorso.
Non ho mai preteso di essere il portavoce di questa occupazione, nè tantomeno di incarnarne gli ideali, ma credo che tutti approveranno quanto sto per scrivere.
In caso contrario, gli occupanti ancora presenti nella scuola sono liberissimi di modificare o cancellare questo post a loro piacimento.
Purtroppo, per ragioni familiari, non ho avuto modo di partecipare durante la sera e la nottata all'occupazione del Liceo. Ironia della sorte, questo mi ha dato modo di ascoltare alcuni radiogiornali su quanto era avvenuto durante la giornata, e, guardacaso, una delle notizie concerneva l'ultimo discorso del nostro premier Silvio Berlusconi, del quale venivano forniti alcuni stralci, alcuni momenti centrali.

In uno di questi, il premier asseriva che andrebbero dispiegate le forze dell'ordine per fermare le occupazioni, in quanto queste non sono delle manifestazioni civili, ma bensì atti di violenza nei confronti degli alunni che vogliono imparare, dei docenti che vogliono insegnare, dei genitori i cui figli sono a scuola, dell'istituzione scolastica e dello Stato.

Ci terrei a precisare che quanto e' scritto sopra E' FALSO.
Il nostro non e' stato in nessun modo un gesto di violenza, e verso alcuno:

NON E'VERO che è stato impedito agli alunni volenterosi di farlo di imparare: si sono tenuti dei dibattiti costruttivi ed informativi, ed anche per quanto concerne le discipline scolastiche in senso accademico, si hanno avute delle consulenze il pomeriggio per quanti volessero dedicarsi allo studio.

NON E' VERO che abbiamo costretto i docenti a non insegnare: anzi, diversi docenti hanno partecipato e discusso in alcuni dei laboratori mattutini, altri sono comunque stati presenti in modo attivo durante l'occupazione. Il professore – ed è stato uno soltanto – che ha voluto ugualmente tenere lezione, è stato comunque libero di farlo, e non si è attuata alcuna risposta coercitiva a riguardo.

NON E' VERO che in qualche modo andiamo contro i voleri dei genitori degli alunni: nessun alunno è stato costretto a venire o a rimanere all'interno dell'edificio occupato, e non si è mossa alcuna critica contro alcun genitore. Gli alunni che per le richieste dei genitori hanno dovuto restare a casa o tornarvi prima della fine dell'occupazione, sono stati liberissimi di farlo. Alcuni genitori hanno anche manifestato il loro interesse e la loro solidarietà all'occupazione.

NON E' VERO che andiamo contro l'istituzione scolastica o contro lo Stato: se attuiamo questo programma di protesta e di informazione, entrambi specificatamente non contrari all'istituzione scolastica in se stessa, non e' per demolire la suddetta, me proprio perché questa ci sta' a cuore, e vogliamo un'Italia in cui si sia liberi di imparare ed insegnare senza che questo sia riservato ad una ristretta élite scelta non sulla base di merito, ma sulla base unicamente censitaria.

NON E' VERO che il nostro è stato un atto di violenza, in alcun modo.
L'unico atto di violenza è IL VOSTRO, quello di chi vuole privarci della libertà e del sacrosanto diritto di imparare, per quanto concerne gli studenti, e di insegnare, per quanto riguarda i docenti, non forse per qualche giorno, come è avvenuto per alcuni altri licei, ma definitivamente ed irrevocabilmente, con gravissime conseguenze anche economiche, e per UN'INTERA NAZIONE.

VIDEO Entrata - 22 ottobre.

Prosecuzione dell'occupazione nel pomeriggio.

Durante il pomeriggio, essendosi svolte tutte le attività prestabilite per la mattina senza alcuna complicazione, si sono tenute nel liceo alcune attività di carattere meno impegnativo.
Al momento, ossia alle ore 16:00, ha appena avuto inizio il torneo di calcetto, giocato da squadre di studenti liceali partecipanti all'occupazione
Il film "Paz!", ispirato ai fumetti di Andrea Pazienza, stà venendo proiettato nel Centro Documentazione e ne è disponibile la visione per tutti gli studenti interessati.
Consulenze formative stanno venendo tenute dagli studenti stessi per le materie di Latino, Matematica ed Inglese per tutti colori che nei giorni prossimi avranno esami scritti o orali o più semplicemente che abbiano bisogno di ripassare le suddette materie e non abbiano avuto modo di farlo data la sospensione delle lezioni.
Inoltre, un nuovo striscione stà venendo preparato e sarà presto pronto e nuovamente appeso.

Situazione e conseguenze in ambito universitario.


Relatori: Abbà Maurizio e Baj Rossi Mario
Responsabile: Martina Comba, Luca Regaldi

Al termine dell'assemblea è stato presentato e riassunto il dibattito, e le seguenti conclusioni e supposizioni sono state espresse e concordate dai presenti:

DIBATTITO:
  • Contro - Il fondamento del sostentamento universitario dipenderebbe soltanto più da donazioni di fondazioni private (Ad esempio, enti farmaceutici per le facoltà mediche per la ricerca nel campo; ma anche donazioni da parte delle forze armate).
  • Pro - La ricerca statale ha un costo, quindi tanto varrebbe finanziarla privatamente.
  • Pro - I finanziamenti servono anche per perseguire il fine di dare prestigio alle università, così aumenterebbe il numero degli studenti, salirebbe la concorrenza e ci sarebbe maggior possibilità di elargire borse di studio.
  • Pro - Con la riforma di contro si arriva anche all'aumento del valore legale della laurea in sè.
  • Contro - La riforma però è aberrante a livello ideologico, la scuola va difesa in quanto la stessa riforma è al fine dell'economia e non alla pedagogia (...)
  • Pro - L'università dev'essere dinamica, i test d'ingresso non servono in quanto già gli esami, se falliti, sono un tipo di sbarramento.
  • Contro - Se l'università diventa privata a causa della riforma, di conseguenza si avrà l'aumento della retta scolastica più l'eliminazione dei precari.
  • Contro - Divisione in università di serie A e serie B su base economica esclusivamente.
  • Contro - Attraverso la meritocrazia alla quale si arriverebbe con l'attuazione della riforma,verrebbero incentivati i favoritismi (es. figlio del dirigente della casa farmaceutica viene favorito e raccomandato)
  • Pro - Lo stato e la società non sono perfetti, ovvero esistono da sempre, purtroppo i favoritismi...
  • Contro - Il sistema scolastico si trasformerebbe in una macchina economica troppo superficiale.
  • Contro - Il problema sorge per coloro che pur essendo molto bravi e dotati e che presentano un'ottima media di valutazioni,hanno problemi a livello economico,che non potranno accedere alle università di prestigio non potendosi permettere la retta.

CONCLUSIONI:
  • Se la privatizzazione portasse ad una giusta meritocrazia potrebbero esserci più fondi da investire in borse di studio dedicate a chi non può permettersi un'università di serie A.
  • E' impossibile eliminare del tutto i favoritismi.
  • Assenza della possibilità di di frequentare l' "Università Perfetta", accessibile a tutti. L'università funziona a seconda delle possibilità economiche di ognuno.

SUPPOSIZIONI a riguardo:
  • Esistenza dell'opportunità di accedere a borse di studio giustamente.
  • Correttezza del sistema scolastico americano.

Conclusioni sulla discussione sul precariato nella scuola.

Relatori: Trave e Gragnani

Descriviamo per punti, più o meno, che cosa è stato detto durante la discussione:
  • Cos'è il precariato:
Un contratto a tempo determinato colpisce non solo gli insegnanti ma tutto il mondo del lavoro, soprattutto per quanto riguarda i giovani, che troppo spesso vengono assunti con contratti a tempo determinato, che non permettono di avere rapporti di lavoro continuativi e, soprattutto nel mondo della scuola, determina uno stato di insicurezza lavorativa, in quanto spesso gli insgnanti precari, pur di insegnare la propria materia, sono costretti a effettuare spostamenti continui e non hanno la possibilità di mantenere rapporti continui con i propri alunni.
  • Come si è arrivati al precariato:
Dal secondo dopoguerra, tramite i movimenti sindacali del '68 e non solo, a delle conquiste sul mondo del lavoro, che poi, a partire dagli anni ottanta fino alla legge Biagi vengono piano piano ridotte fino ad arrivare alla moderna concezione del lavoro precario e flessibile, che noi condanniamo in quanto è all'antitesi della nostra concezione di mondo del lavoro come possibilità di vivere in tranquillità facendo il lavoro per cui si è studiato e su cui ci si è applicati per tutta una vita.
  • Valore del lavoro diminuito:
Il precariato fornisce al datore di lavoro uno strumento per deprezzare e dequalificare il lavoro dei propri dipendenti, in quanto essi sono soggetti a una pressione da parte dei datori di lavoro, che hanno la possibilità di licenziare o meno a piacere.
  • Differenze tra flessibilità e precariato
All'estero esiste la flessibilità, ovvero l'utilizzo di lavoratori per determinati periodi per lavori per cui è necessario un impiego di periodi ridotti, in più nel passaggio da un'azienda all'altro e comunque nei momenti dove i lavoratori sono privi di un'occupazione, lo stato prevede degli ammortizzatori sociali, in italia ciò non succede per cui si hanno lavoratori che durante determinati periodi dell'anno non possono svolgere l'impiego loro assegnatoli, e comunque una volta finito il periodo lavorativo non sono garantiti in alcun modo.
  • Problema della poca influenza del sistema politica sul sistema economico
In Italia lo stato non detiene un controllo particolare riguardo ciò che succede nel mondo del lavoro, anche e soprattuto per via dei vari conlfitti di interesse presenti nella politica
  • inesistenza di questo problema nel passato
Uno dei grandi problemi nell'analisi del precariato consiste nel fatto che in passato non è mai esistito in forma legalizata, per cui siamo in una situazione dov non ci soo piste guida da seguire per attuare delle resistenze a questo sistema lavorativo


Dopo la discussione tutti gli studenti dell'occupazione si sono dichiarati contrari al precariato, nonchè solidali con li insegnanti che purtroppo sono costretti a lavorare in queste condizioni.